La curatela privata come spazio di riflessione e co-costruzione: esperienze dal territorio e prospettive formative - DEASS
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Ad ottobre 2025 ha avuto luogo un pomeriggio di condivisione e confronto promosso dalla SUPSI, area Lavoro sociale, in collaborazione con l’Istituto della Formazione Continua, rivolto ai curatori e alle curatrici privati, nato per rispondere al crescente bisogno di supporto in un ambito complesso come la protezione di minori e adulti vulnerabili. L’evento ha favorito confronto, scambio di esperienze e riflessione sui bisogni formativi, avviando un percorso partecipativo per costruire future proposte formative mirate.
Negli ultimi anni si è sviluppato un dibattito sempre più articolato sulle sfide che interessano il settore della protezione dei minori e degli adulti in situazioni di vulnerabilità. In questo contesto, i curatori e le curatrici privati rivestono un ruolo centrale: si tratta di figure strategiche e indispensabili per garantire risposte adeguate ed efficaci ai bisogni delle persone sotto curatela.
A seguito di segnalazioni e richieste pervenute da diverse persone impegnate in questo campo, che esprimono l’esigenza di ricevere un maggiore supporto nel loro operato quotidiano, la SUPSI ha avviato un processo di riflessione sulla condizione di queste figure. Un primo interlocutore è stato l’Istituto della Formazione Continua (IFC), che già svolge un compito formativo nell’ambito da parecchi anni, con cui si è lavorato nella direzione di individuare modalità e strumenti utili a rafforzare ulteriormente il sostegno a queste figure professionali.
Il 14 ottobre 2025, presso l’aula polivalente della SUPSI di Manno, è stato svolto un pomeriggio di condivisione e confronto promosso dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), area Lavoro sociale, in collaborazione con l’Istituto della Formazione Continua, rivolto ai curatori e alle curatrici privati.
L’iniziativa ha registrato un’elevata partecipazione, evidenziando un interesse diffuso verso le tematiche inerenti alla curatela privata e alle sfide che ne caratterizzano l’esercizio. I contributi emersi nel corso dei tavoli tematici di discussione hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi in maniera costruttiva, favorendo un processo di confronto collettivo e di apprendimento reciproco, orientato alla condivisione di esperienze e alla costruzione di significati comuni.
La possibilità di dedicare un tempo specifico all’approfondimento di temi-chiave del mandato di curatela ha favorito l’emergere di riflessioni articolate e approfondite attorno a dimensioni cruciali del ruolo, quali la complessità delle situazioni di vulnerabilità delle persone seguite, la dimensione etica e identitaria della funzione del curatore, la gestione dei processi relazionali e comunicativi, la laboriosità delle pratiche amministrative, nonché la centralità del lavoro di rete e della collaborazione interistituzionale.
Dalle discussioni è emersa la consapevolezza che la curatela privata rappresenta un ambito di grande rilevanza sociale e umana. Allo stesso tempo, si tratta di un settore estremamente ampio e articolato, all'interno del quale i curatori sono chiamati a rispondere a bisogni molto diversificati.
Questa realtà evidenzia in modo significativo la necessità di un supporto qualificante e di un accompagnamento professionale continuo, capaci di rispondere alla crescente complessità dei mandati e di sostenere i curatori nello svolgimento efficace e consapevole del loro ruolo.
Questo pomeriggio di confronto costituisce il primo passo di un percorso strutturato volto a promuovere un processo di rilevazione dei bisogni formativi. Tale iniziativa si configura come fondamentale per garantire che la proposta possa rispondere in modo aderente, flessibile e mirato alle esigenze effettivamente presenti nel territorio.
A tale momento iniziale seguirà una fase di ulteriore condivisione e co-progettazione con gli altri partner, con l’obiettivo di elaborare una proposta formativa di qualità, coerente con i contesti di pratica e capace di sostenere le competenze necessarie all’esercizio della curatela.
Rilevare i bisogni formativi significa ascoltare, comprendere e valorizzare le necessità di competenze, conoscenze e strumenti che emergono dalle persone e dalle organizzazioni che operano in questo specifico ambito d’intervento. Quando questa rilevazione avviene direttamente sul territorio, essa sconfina da una mera raccolta di dati per configurarsi come un percorso di coinvolgimento attivo e corresponsabile, che implica la partecipazione dei diversi attori nella definizione condivisa di bisogni, aspettative e priorità.
Si tratta, in questo senso, di un processo partecipativo, dialogico e situato, poiché radicato nel contesto reale, costruito attraverso l’interazione tra i soggetti coinvolti e finalizzato alla produzione di conoscenza condivisa e orientata all’azione.
L’incontro del 14 ottobre ha rappresentato una vera e propria “rampa di lancio”: occasione di connessione e di scambio, nel quale i curatori hanno potuto condividere riflessioni, criticità e buone pratiche.
Le considerazioni emerse hanno permesso di individuare alcuni ambiti tematici che saranno approfonditi nei prossimi mesi con l’obiettivo di strutturare un percorso che possa rispondere ad alcuni dei bisogni individuati.
L’auspicio è che da tale esperienza possa svilupparsi una rete territoriale stabile di collaborazione e di apprendimento, capace di consolidare nel tempo spazi di confronto, innovazione e co-costruzione, promuovendo così una cultura formativa partecipata e radicata nei contesti locali.
Contributo a cura di Sarah Cavenago, Co-responsabile Formazione continua area Lavoro sociale e Leonardo Da Vinci, Docente-ricercatore senior
A seguito di segnalazioni e richieste pervenute da diverse persone impegnate in questo campo, che esprimono l’esigenza di ricevere un maggiore supporto nel loro operato quotidiano, la SUPSI ha avviato un processo di riflessione sulla condizione di queste figure. Un primo interlocutore è stato l’Istituto della Formazione Continua (IFC), che già svolge un compito formativo nell’ambito da parecchi anni, con cui si è lavorato nella direzione di individuare modalità e strumenti utili a rafforzare ulteriormente il sostegno a queste figure professionali.
Il 14 ottobre 2025, presso l’aula polivalente della SUPSI di Manno, è stato svolto un pomeriggio di condivisione e confronto promosso dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), area Lavoro sociale, in collaborazione con l’Istituto della Formazione Continua, rivolto ai curatori e alle curatrici privati.
L’iniziativa ha registrato un’elevata partecipazione, evidenziando un interesse diffuso verso le tematiche inerenti alla curatela privata e alle sfide che ne caratterizzano l’esercizio. I contributi emersi nel corso dei tavoli tematici di discussione hanno permesso ai partecipanti di confrontarsi in maniera costruttiva, favorendo un processo di confronto collettivo e di apprendimento reciproco, orientato alla condivisione di esperienze e alla costruzione di significati comuni.
La possibilità di dedicare un tempo specifico all’approfondimento di temi-chiave del mandato di curatela ha favorito l’emergere di riflessioni articolate e approfondite attorno a dimensioni cruciali del ruolo, quali la complessità delle situazioni di vulnerabilità delle persone seguite, la dimensione etica e identitaria della funzione del curatore, la gestione dei processi relazionali e comunicativi, la laboriosità delle pratiche amministrative, nonché la centralità del lavoro di rete e della collaborazione interistituzionale.
Dalle discussioni è emersa la consapevolezza che la curatela privata rappresenta un ambito di grande rilevanza sociale e umana. Allo stesso tempo, si tratta di un settore estremamente ampio e articolato, all'interno del quale i curatori sono chiamati a rispondere a bisogni molto diversificati.
Questa realtà evidenzia in modo significativo la necessità di un supporto qualificante e di un accompagnamento professionale continuo, capaci di rispondere alla crescente complessità dei mandati e di sostenere i curatori nello svolgimento efficace e consapevole del loro ruolo.
Questo pomeriggio di confronto costituisce il primo passo di un percorso strutturato volto a promuovere un processo di rilevazione dei bisogni formativi. Tale iniziativa si configura come fondamentale per garantire che la proposta possa rispondere in modo aderente, flessibile e mirato alle esigenze effettivamente presenti nel territorio.
A tale momento iniziale seguirà una fase di ulteriore condivisione e co-progettazione con gli altri partner, con l’obiettivo di elaborare una proposta formativa di qualità, coerente con i contesti di pratica e capace di sostenere le competenze necessarie all’esercizio della curatela.
Rilevare i bisogni formativi significa ascoltare, comprendere e valorizzare le necessità di competenze, conoscenze e strumenti che emergono dalle persone e dalle organizzazioni che operano in questo specifico ambito d’intervento. Quando questa rilevazione avviene direttamente sul territorio, essa sconfina da una mera raccolta di dati per configurarsi come un percorso di coinvolgimento attivo e corresponsabile, che implica la partecipazione dei diversi attori nella definizione condivisa di bisogni, aspettative e priorità.
Si tratta, in questo senso, di un processo partecipativo, dialogico e situato, poiché radicato nel contesto reale, costruito attraverso l’interazione tra i soggetti coinvolti e finalizzato alla produzione di conoscenza condivisa e orientata all’azione.
L’incontro del 14 ottobre ha rappresentato una vera e propria “rampa di lancio”: occasione di connessione e di scambio, nel quale i curatori hanno potuto condividere riflessioni, criticità e buone pratiche.
Le considerazioni emerse hanno permesso di individuare alcuni ambiti tematici che saranno approfonditi nei prossimi mesi con l’obiettivo di strutturare un percorso che possa rispondere ad alcuni dei bisogni individuati.
L’auspicio è che da tale esperienza possa svilupparsi una rete territoriale stabile di collaborazione e di apprendimento, capace di consolidare nel tempo spazi di confronto, innovazione e co-costruzione, promuovendo così una cultura formativa partecipata e radicata nei contesti locali.
Contributo a cura di Sarah Cavenago, Co-responsabile Formazione continua area Lavoro sociale e Leonardo Da Vinci, Docente-ricercatore senior