Supervisione pedagogica sull’accoglienza e l’inclusione di allievi e allieve con vissuto migratorio - DFA/ASP
- Formazione continua
- Supervisioni pedagogiche
- Supervisione pedagogica sull’accoglienza e l’inclusione di allievi e allieve con vissuto migratorio
L’eterogeneità socioculturale e linguistica può rappresentare una sfida nel raggiungimento degli obiettivi che orientano il lavoro nella scuola. Per l’insegnante si presenta la necessità di adeguare costantemente l’intervento con sensibilità e capacità di mettersi in gioco. La supervisione è orientata a riflettere sui fattori socioculturali, economici e politici che influenzano i percorsi degli allievi e delle allieve con vissuto migratorio, e allo sviluppo di pratiche didattico-educative inclusive ed efficaci.
Metà della popolazione ticinese ha un passato migratorio diretto o indiretto e, tra gli allievi e le allieve della scuola dell’obbligo, un quarto è di cittadinanza straniera, mentre un quinto apprende l’italiano a scuola. In alcuni contesti, la concentrazione di famiglie con vissuto migratorio è all’origine di un’eterogeneità socioculturale e linguistica particolarmente importante, che rappresenta di per sé una sfida nel raggiungimento degli obiettivi educativi che orientano il lavoro nella scuola.
A questo si aggiunge la diversità degli allievi e delle allieve con vissuto migratorio: c’è chi fugge dall’oggi al domani e chi ha pianificato il viaggio da tempo, chi ha conosciuto una forma di istituzione scolastica e chi non è mai andato a scuola, chi parla tre lingue e chi conosce solo la sua lingua di origine, chi ha un progetto migratorio chiaro e chi non sa quanto si fermerà.
Ogni migrazione implica una perdita, la cui elaborazione è spesso simile a quella del lutto (Métraux, 2015), e a cui si aggiungono talvolta altri elementi che contribuiscono a infragilire la situazione dell’allievo.
Per l’insegnante si presenta quindi la necessità di adeguare costantemente l’intervento, facendo prova di sensibilità, di attenzione e di capacità di mettersi in gioco anche nei confronti di sé stesso, dei propri valori e certezze. I flussi migratori globali conducono a un rinnovamento “sotto il segno dell’incertezza” (Sanchez-Mazas, Changkakoti & Mottet, 2018): di fronte a situazioni che innescano sentimenti come disorientamento, inadeguatezza o frustrazione, nuove piste di sviluppo contribuiscono all’arricchimento e al benessere degli insegnanti, delle insegnanti e dei loro allievi e allieve.
A questo si aggiunge la diversità degli allievi e delle allieve con vissuto migratorio: c’è chi fugge dall’oggi al domani e chi ha pianificato il viaggio da tempo, chi ha conosciuto una forma di istituzione scolastica e chi non è mai andato a scuola, chi parla tre lingue e chi conosce solo la sua lingua di origine, chi ha un progetto migratorio chiaro e chi non sa quanto si fermerà.
Ogni migrazione implica una perdita, la cui elaborazione è spesso simile a quella del lutto (Métraux, 2015), e a cui si aggiungono talvolta altri elementi che contribuiscono a infragilire la situazione dell’allievo.
Per l’insegnante si presenta quindi la necessità di adeguare costantemente l’intervento, facendo prova di sensibilità, di attenzione e di capacità di mettersi in gioco anche nei confronti di sé stesso, dei propri valori e certezze. I flussi migratori globali conducono a un rinnovamento “sotto il segno dell’incertezza” (Sanchez-Mazas, Changkakoti & Mottet, 2018): di fronte a situazioni che innescano sentimenti come disorientamento, inadeguatezza o frustrazione, nuove piste di sviluppo contribuiscono all’arricchimento e al benessere degli insegnanti, delle insegnanti e dei loro allievi e allieve.
- Approfondire l’analisi del gruppo-classe e/o della situazione di un allievo o di un'allieva in particolare, privilegiando uno sguardo attento alla diversità socioculturale e linguistica.
- Accompagnare la riflessione in merito alle modalità di intervento attuate, ai loro benefici e alle problematiche incontrate, esplorando possibili piste di sviluppo.
- Accompagnare la riflessione in merito ai fattori socioculturali, economici e politici che possono influenzare i percorsi degli allievi o delle allieve con vissuto migratorio.
- Fornire elementi teorico-concettuali a sostegno di pratiche pedagogiche e didattiche che favoriscono l’accoglienza e l’inclusione di allievi e allieve con vissuto migratorio.
Come prerequisito si richiede di avere frequentato almeno un corso incentrato sull’accoglienza di allievi e allieve con vissuto migratorio. È possibile richiedere una supervisione individuale o di gruppo.
La richiesta è da inoltrare all’indirizzo dfa.fc@supsi.ch, indicando l’argomento specifico per cui si richiede una supervisione e i percorsi formativi già seguiti in tale ambito.
Un percorso di supervisione ha una durata massima di 10 ore suddivise indicativamente su 5 incontri.
In caso di necessità è possibile richiedere ulteriori 10 ore di supervisione.
Le ore di supervisione possono essere attribuite fino all’esaurimento del monte ore a disposizione per tale servizio, stabilito in accordo con la Divisione della Scuola.
Un percorso di supervisione ha una durata massima di 10 ore suddivise indicativamente su 5 incontri.
In caso di necessità è possibile richiedere ulteriori 10 ore di supervisione.
Le ore di supervisione possono essere attribuite fino all’esaurimento del monte ore a disposizione per tale servizio, stabilito in accordo con la Divisione della Scuola.