Marina Pettignano
Un’esperienza da ricercatrice (e lettrice): un incontro tra scaffali e studi - Biblioteche
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- Un’esperienza da ricercatrice (e lettrice): un incontro tra scaffali e studi
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In questa conversazione con Marina Pettignano, ricercatrice e formatrice presso il Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica (DFA/ASP), Stefania Petralia esplora il valore della biblioteca universitaria come spazio di crescita professionale, personale e relazionale. Il percorso di Marina, iniziato con gli studi in psicologia nella Svizzera francese e proseguito nel mondo della ricerca educativa in Ticino, è segnato da un costante dialogo con le risorse bibliotecarie. L’intervista mette in luce come la biblioteca non sia solo un luogo di accesso a fonti scientifiche e materiali didattici, ma anche uno spazio vivo di scambio umano e collaborazione interdisciplinare. Attraverso esperienze concrete e riflessioni personali, emerge il ruolo strategico della biblioteca nel sostenere la formazione dei futuri insegnanti e nel promuovere una cultura della lettura aperta, plurale e condivisa.
Potrebbe raccontarci brevemente il suo percorso professionale e il ruolo che la biblioteca ha avuto nel suo lavoro o nella sua formazione?
Il mio viaggio accademico inizia con i miei studi universitari in psicologia, svolti nella Svizzera francese. In seguito, di ritorno in Ticino, ho iniziato a lavorare nell’ambito della ricerca nel 2018, proprio al Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica (DFA/ASP). Da quando sono arrivata in questa istituzione, la biblioteca ha sempre rivestito un ruolo importante, sia per rispondere alle mie curiosità personali che a quelle relative al mio lavoro di ricercatrice e di formatrice di future/i insegnanti.
In che modo utilizza i servizi o le risorse della biblioteca nelle sue attività quotidiane (didattica, ricerca, progettazione, ecc.)?
Mi reco spesso in biblioteca sia per le risorse (fisiche e digitali) di cui dispone, sia per la cordialità e la disponibilità del personale. La biblioteca è per me un luogo prezioso per cercare fonti utili nell’ambito della ricerca (come riviste scientifiche o monografie), per informarmi su argomenti specifici e per reperire materiali utili alla progettazione dei corsi. Altrettanto importanti sono però i momenti di scambio informale che nascono durante le mie visite, poiché portano un arricchimento non solo in termini di conoscenza, ma anche dal punto di vista relazionale e umano.
Quali strumenti, servizi o spazi della biblioteca trova particolarmente utili? C’è un episodio o un’esperienza che le è rimasta impressa?
Mi piace molto l’idea di disporre di settori tematici e di “collezioni”, sia di libri che di altre fonti, per poter avere facile accesso a diverse risorse che trattano un tema specifico. Con alcune colleghe abbiamo avuto anche l’occasione di collaborare alla creazione di una di queste collezioni, dedicata al tema dei punti di forza del carattere. Trovo sia un bell’esempio delle possibilità di dialogo tra il settore della ricerca e la biblioteca.
La possibilità di avere un supporto da parte del personale è inoltre un altro aspetto fondamentale che apprezzo della biblioteca. Si viene accolte e accolti sempre in modo cordiale, con una risposta attenta anche ad esigenze molto specifiche. Per un corso dedicato alla metodologia della ricerca in educazione abbiamo avuto ad esempio l’opportunità di disporre di differenti tipi di fonti bibliografiche, selezionate e allestite con cura dalla biblioteca in tempi molto rapidi, permettendo alle studentesse e agli studenti di “toccare con mano” esempi concreti di fonti.
Ci sono suggerimenti, proposte o desideri che vorrebbe condividere per migliorare ulteriormente il servizio bibliotecario?
Mi piacerebbe che la biblioteca diventasse sempre più un punto di riferimento, non solo per la preziosità del contatto con i libri, ma anche per l’opportunità di incontrare e conoscere la professionalità di chi la vive e la anima ogni giorno. Credo sia sempre arricchente trovare persone che amano e utilizzano i libri in contesti diversi, perché da questi incontri nascono scambi preziosi.
C’è un messaggio, un pensiero o un augurio che vorrebbe lasciare ai lettori della newsletter?
Vorrei lasciare un messaggio semplice, ma per me molto importante, quello di leggere sempre, per prendersi cura di sé e per curarsi del mondo con visioni sempre nuove e plurali e di frequentare le biblioteche, che mantengono viva l’accessibilità alla lettura per tutte e tutti. E da lettrice, a chi legge questa newsletter auguro di incontrare libri sempre capaci di stimolare, arricchire ed emozionare.