Digitalizzazione nel settore delle costruzioni
La metodologia B.I.M: intervista a Davide Tamborini - Blog Formazione continua
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- La metodologia B.I.M: intervista a Davide Tamborini
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Nell’era della digitalizzazione, anche il settore delle costruzioni sta vivendo dei cambiamenti radicali. Al centro di questa trasformazione c'è la metodologia Building Information Modeling (BIM). Un approccio integrato che permette di ottimizzare ogni fase del ciclo di vita di un'infrastruttura.
Grazie a questa metodologia è possibile registrare e gestire tutti i dati relativi a una costruzione, dai dati sulla geometria a quelli sui materiali, sulla struttura o le caratteristiche termiche o i costi, quindi combinarli e collegarli digitalmente. La costruzione virtuale diventa dunque visibile (una sorta di modello geometrico e tridimensionale, ndr).
Una spiegazione riduttiva, siccome il BIM non è solo un programma informatico o un semplice disegno tridimensionale; come ci spiega a Davide Tamborini, docente e ricercatore presso l’ISAAC e responsabile del DAS BIM Digital manager. È, piuttosto, una strategia metodologia che usa software per creare e gestire uno o più modelli dettagliati e informativi di un progetto edilizio. Modello che non è statico, ma evolve continuamente e può essere condiviso tra i vari professionisti coinvolti nel progetto, permettendo loro di mettere in relazione i dati e favorendo la collaborazione e la comunicazione; quindi apportare modifiche facendo sì che siano inserite in un flusso di validazione e approvativo ben definito.
Una spiegazione riduttiva, siccome il BIM non è solo un programma informatico o un semplice disegno tridimensionale; come ci spiega a Davide Tamborini, docente e ricercatore presso l’ISAAC e responsabile del DAS BIM Digital manager. È, piuttosto, una strategia metodologia che usa software per creare e gestire uno o più modelli dettagliati e informativi di un progetto edilizio. Modello che non è statico, ma evolve continuamente e può essere condiviso tra i vari professionisti coinvolti nel progetto, permettendo loro di mettere in relazione i dati e favorendo la collaborazione e la comunicazione; quindi apportare modifiche facendo sì che siano inserite in un flusso di validazione e approvativo ben definito.
Un approccio innovativo che apre nuove opportunità per l'ottimizzazione delle risorse, l’incremento della sostenibilità e della sicurezza, ma anche per la riduzione di errori, costi e tempi di realizzazione.
Responsabile del DAS BIM Digital Manager
"Immaginatelo come un'orchestra: tanti strumenti diversi, ognuno con il suo ruolo e il suo tempo".
D: Davide, puoi spiegare, anche a noi che siamo fuori dal settore, di cosa si tratta questa metodologia?
R: Certo! Questa metodologia è parte di un concetto più ampio, quello della digitalizzazione delle costruzioni. È un processo integrato mirato a migliorare l'efficienza e la qualità delle costruzioni. Immaginatelo come un'orchestra: tanti strumenti diversi, ognuno con il suo ruolo e il suo tempo. In questa analogia, il Bim Manager o Coordinator agisce come il direttore d'orchestra: gestisce i tempi e le responsabilità di tutti nel processo, e attraverso documenti, simili agli spartiti, coordina il tutto ottenendo una costruzione di qualità.
La metodologia BIM è cruciale anche per il ciclo di vita dell'edificio. Un fattore chiave del suo successo è la modularità e la granulosità degli elementi che vengono dettagliati nelle diverse fasi della costruzione. Dalla definizione degli obiettivi alla progettazione concettuale, fino alla fase di costruzione, con sempre maggiore dettaglio e inserimento di simulazioni, calcoli e analisi energetiche. Durante la costruzione, il controllo di qualità è garantito attraverso diversi strumenti, assicurando il rispetto dell'aggregazione di un modello federato, che mostra collisioni o interferenze difficili da individuare sui tradizionali disegni 2D.
Infine, c'è la fase di gestione, dove la stessa metodologia viene applicata a un modello digitale identico all'edificio reale (chiamato "digital twin"). Grazie all'uso di domotica e sensori, è possibile monitorare lo stato e l'utilizzo dell'edificio: temperature, umidità e altri parametri possono essere visualizzati tramite dashboard o rappresentazioni grafiche tridimensionali, evidenziando anomalie o problemi.
R: Certo! Questa metodologia è parte di un concetto più ampio, quello della digitalizzazione delle costruzioni. È un processo integrato mirato a migliorare l'efficienza e la qualità delle costruzioni. Immaginatelo come un'orchestra: tanti strumenti diversi, ognuno con il suo ruolo e il suo tempo. In questa analogia, il Bim Manager o Coordinator agisce come il direttore d'orchestra: gestisce i tempi e le responsabilità di tutti nel processo, e attraverso documenti, simili agli spartiti, coordina il tutto ottenendo una costruzione di qualità.
La metodologia BIM è cruciale anche per il ciclo di vita dell'edificio. Un fattore chiave del suo successo è la modularità e la granulosità degli elementi che vengono dettagliati nelle diverse fasi della costruzione. Dalla definizione degli obiettivi alla progettazione concettuale, fino alla fase di costruzione, con sempre maggiore dettaglio e inserimento di simulazioni, calcoli e analisi energetiche. Durante la costruzione, il controllo di qualità è garantito attraverso diversi strumenti, assicurando il rispetto dell'aggregazione di un modello federato, che mostra collisioni o interferenze difficili da individuare sui tradizionali disegni 2D.
Infine, c'è la fase di gestione, dove la stessa metodologia viene applicata a un modello digitale identico all'edificio reale (chiamato "digital twin"). Grazie all'uso di domotica e sensori, è possibile monitorare lo stato e l'utilizzo dell'edificio: temperature, umidità e altri parametri possono essere visualizzati tramite dashboard o rappresentazioni grafiche tridimensionali, evidenziando anomalie o problemi.
Un aumento dei posti di lavoro, prima di tutto...
D: In una sola risposta hai già menzionato molti vantaggi, ce ne sono altri che ritieni importante sottolineare?
R: Assolutamente! Ad esempio il processo di approvazione è più strutturato rispetto al metodo tradizionale. La metodologia BIM permette anche di migliorare la gestione delle tempistiche, a cui è strettamente legata la qualità del costruito, attraverso l’applicazione di una pianificazione 4D. In breve, significa utilizzare un diagramma di Gantt applicato agli elementi modellati, consentendo correzioni anche in caso di ritardi o difficoltà. Anche altri aspetti cruciali, come la sicurezza, e il controllo del cantiere e gli stati d’avanzamento, sono ottimizzati grazie all'utilizzo di laser scanner, droni e favorire la sincronizzazione con i modelli virtuali per correggere eventuali discrepanze durante le fasi di consegna dei modelli stessi.
D: Da quello che racconti, ci sembra che questa metodologia possa contribuire ampiamente a promuovere la sostenibilità nel settore delle costruzioni. Una sfida per il futuro che riguarderà qualsiasi settore…
R: Concordo pienamente. La digitalizzazione e la sostenibilità sono le sfide del futuro. La combinazione con la metodologia BIM consente, come accennato, una gestione completa lungo l'intero ciclo di vita dell'edificio, favorendo una sostenibilità economica, ambientale e sociale. L'aspetto dell'efficienza energetica è particolarmente rilevante, poiché consente di simulare i consumi energetici e di ottimizzare l'utilizzo delle risorse, inclusa l'illuminazione naturale e l'impiego di energie rinnovabili.
Questo approccio consente una gestione più efficiente delle risorse e una riduzione degli sprechi, contribuendo a diminuire le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, promuove l'adozione di pratiche costruttive più sostenibili, compreso il riciclo dei materiali. Si tratta di una visione completa dell'edificio che integra le informazioni disponibili per una migliore economia circolare, lo smaltimento dei rifiuti e una gestione complessivamente più sostenibile.
D: Quale sarebbe l’impatto socio economico dell’adozione su larga scala di questa metodologia?
R: Un aumento dei posti di lavoro, prima di tutto. E lo sviluppo di nuove competenze. L'estensione dei ruoli professionali associati a questa metodologia offre opportunità di sviluppo e competenze trasferibili attraverso la formazione. In un settore come quello delle costruzioni, spesso riluttante all'innovazione, ciò potrebbe favorire una significativa crescita in termini di digitalizzazione e interesse comune nello sviluppo di nuovi ruoli. Questo varia dal coordinamento alla gestione, comprendendo anche competenze legate a tecnologie sempre più avanzate come realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale, robotica e stampa 3D, quindi figure specializzate, con competenze molto specifiche.
Queste tecnologie convergono verso una gestione più interattiva attraverso il modello, sia per la visualizzazione e la promozione sia per il controllo e il miglioramento della qualità del costruito. L’'utilizzo di sensori consente la raccolta di dati correlati e l'analisi dello stato dell'edificio, consentendo un livello ancora più elevato di controllo e ottimizzazione. In sintesi, l'adozione di queste tecnologie non solo porta a un miglioramento dell'efficienza e della qualità delle costruzioni, ma contribuisce anche alla creazione di nuove opportunità economiche e occupazionali nel settore.
R: Assolutamente! Ad esempio il processo di approvazione è più strutturato rispetto al metodo tradizionale. La metodologia BIM permette anche di migliorare la gestione delle tempistiche, a cui è strettamente legata la qualità del costruito, attraverso l’applicazione di una pianificazione 4D. In breve, significa utilizzare un diagramma di Gantt applicato agli elementi modellati, consentendo correzioni anche in caso di ritardi o difficoltà. Anche altri aspetti cruciali, come la sicurezza, e il controllo del cantiere e gli stati d’avanzamento, sono ottimizzati grazie all'utilizzo di laser scanner, droni e favorire la sincronizzazione con i modelli virtuali per correggere eventuali discrepanze durante le fasi di consegna dei modelli stessi.
D: Da quello che racconti, ci sembra che questa metodologia possa contribuire ampiamente a promuovere la sostenibilità nel settore delle costruzioni. Una sfida per il futuro che riguarderà qualsiasi settore…
R: Concordo pienamente. La digitalizzazione e la sostenibilità sono le sfide del futuro. La combinazione con la metodologia BIM consente, come accennato, una gestione completa lungo l'intero ciclo di vita dell'edificio, favorendo una sostenibilità economica, ambientale e sociale. L'aspetto dell'efficienza energetica è particolarmente rilevante, poiché consente di simulare i consumi energetici e di ottimizzare l'utilizzo delle risorse, inclusa l'illuminazione naturale e l'impiego di energie rinnovabili.
Questo approccio consente una gestione più efficiente delle risorse e una riduzione degli sprechi, contribuendo a diminuire le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, promuove l'adozione di pratiche costruttive più sostenibili, compreso il riciclo dei materiali. Si tratta di una visione completa dell'edificio che integra le informazioni disponibili per una migliore economia circolare, lo smaltimento dei rifiuti e una gestione complessivamente più sostenibile.
D: Quale sarebbe l’impatto socio economico dell’adozione su larga scala di questa metodologia?
R: Un aumento dei posti di lavoro, prima di tutto. E lo sviluppo di nuove competenze. L'estensione dei ruoli professionali associati a questa metodologia offre opportunità di sviluppo e competenze trasferibili attraverso la formazione. In un settore come quello delle costruzioni, spesso riluttante all'innovazione, ciò potrebbe favorire una significativa crescita in termini di digitalizzazione e interesse comune nello sviluppo di nuovi ruoli. Questo varia dal coordinamento alla gestione, comprendendo anche competenze legate a tecnologie sempre più avanzate come realtà aumentata, realtà virtuale, intelligenza artificiale, robotica e stampa 3D, quindi figure specializzate, con competenze molto specifiche.
Queste tecnologie convergono verso una gestione più interattiva attraverso il modello, sia per la visualizzazione e la promozione sia per il controllo e il miglioramento della qualità del costruito. L’'utilizzo di sensori consente la raccolta di dati correlati e l'analisi dello stato dell'edificio, consentendo un livello ancora più elevato di controllo e ottimizzazione. In sintesi, l'adozione di queste tecnologie non solo porta a un miglioramento dell'efficienza e della qualità delle costruzioni, ma contribuisce anche alla creazione di nuove opportunità economiche e occupazionali nel settore.
D: Hai menzionato l'importanza di competenze e della formazione. In quanto responsabile del DAS BIM Digital Manager, come pensi che la Formazione continua possa aiutare i professionisti del settore? E come applichi queste idee all’interno della Formazione continua?
R: Presso SUPSI ci impegniamo molto nel trasferimento pratico di queste competenze, seguendo gli standard internazionali. Collaboriamo con associazioni come Building Smart International, che hanno standard consolidati e riconosciuti a livello globale, integrati anche in Svizzera attraverso l’associazione Bauen Digital Schweiz, la SIA, o CRB.
Il pacchetto formativo che offriamo comprende corsi brevi e lunghi focalizzati sulla modellazione BIM. Attualmente, stiamo studiando un'ulteriore integrazione per approfondire e specializzare la formazione nel campo della progettazione computazionale. Questo includerebbe l'uso di software avanzati che estendono le capacità di modellazione BIM, rendendola ancora più sofisticata dal punto di vista tecnologico-prestazionale. Coinvolgiamo professionisti del settore durante la formazione, incoraggiandoli a condividere casi pratici e esperienze personali. Questo approccio mira a fornire una formazione completa, che non solo trasmette le competenze necessarie, ma permette anche uno scambio di conoscenze e migliori pratiche tra i partecipanti.
R: Presso SUPSI ci impegniamo molto nel trasferimento pratico di queste competenze, seguendo gli standard internazionali. Collaboriamo con associazioni come Building Smart International, che hanno standard consolidati e riconosciuti a livello globale, integrati anche in Svizzera attraverso l’associazione Bauen Digital Schweiz, la SIA, o CRB.
Il pacchetto formativo che offriamo comprende corsi brevi e lunghi focalizzati sulla modellazione BIM. Attualmente, stiamo studiando un'ulteriore integrazione per approfondire e specializzare la formazione nel campo della progettazione computazionale. Questo includerebbe l'uso di software avanzati che estendono le capacità di modellazione BIM, rendendola ancora più sofisticata dal punto di vista tecnologico-prestazionale. Coinvolgiamo professionisti del settore durante la formazione, incoraggiandoli a condividere casi pratici e esperienze personali. Questo approccio mira a fornire una formazione completa, che non solo trasmette le competenze necessarie, ma permette anche uno scambio di conoscenze e migliori pratiche tra i partecipanti.
D: In che modo pensi che questa metodologia possa influenzare la domanda di competenze nel settore? Ci saranno nuove figure professionali in crescita?
R: È evidente che stiamo assistendo alla nascita di nuove figure e specializzazioni professionali, parallelamente all'evoluzione delle normative e degli standard nel settore. Le competenze richieste stanno diventando sempre più definite. Ogni team coinvolto nel processo dovrà necessariamente avere un proprio responsabile, incaricato di guidare la produzione, l'evoluzione, la validazione e la pubblicazione dei modelli, anche in modalità federata.. Da ciò emergono figure ruoli con competenze specifiche come Modeller, Coordinator e Manager, ognuna con un focus particolare. Queste competenze si articolano sempre di più in settori specifici, come la sostenibilità energetica, la programmazione, e gli aspetti tecnici degli edifici e delle infrastrutture, sia per progetti di grandi dimensioni che per quelli più piccoli.
Sono convinto che il BIM non sia solo il futuro, ma una realtà consolidata. Lo vediamo sempre più diffuso in progetti di alta complessità e in committenze di rilievo, sia nel settore privato che in quello pubblico. Aziende e entiCommittenti come UFCL, FFS, USTRA, oltre a cantoni e città (particolarmente in Svizzera interna), stanno adottando richiedendo sempre di più questa metodologia integrata, seguendo anche i principi dei processi ISOadeguandosi ai regolamenti a carattere internazionale e nazionale (ISO CEN SN)*. Questo indica una chiara tendenza verso l'adozione generalizzata del BIM nel settore delle costruzioni che comporterà una crescente richiesta di competenze in questo ambito.
R: È evidente che stiamo assistendo alla nascita di nuove figure e specializzazioni professionali, parallelamente all'evoluzione delle normative e degli standard nel settore. Le competenze richieste stanno diventando sempre più definite. Ogni team coinvolto nel processo dovrà necessariamente avere un proprio responsabile, incaricato di guidare la produzione, l'evoluzione, la validazione e la pubblicazione dei modelli, anche in modalità federata.. Da ciò emergono figure ruoli con competenze specifiche come Modeller, Coordinator e Manager, ognuna con un focus particolare. Queste competenze si articolano sempre di più in settori specifici, come la sostenibilità energetica, la programmazione, e gli aspetti tecnici degli edifici e delle infrastrutture, sia per progetti di grandi dimensioni che per quelli più piccoli.
Sono convinto che il BIM non sia solo il futuro, ma una realtà consolidata. Lo vediamo sempre più diffuso in progetti di alta complessità e in committenze di rilievo, sia nel settore privato che in quello pubblico. Aziende e entiCommittenti come UFCL, FFS, USTRA, oltre a cantoni e città (particolarmente in Svizzera interna), stanno adottando richiedendo sempre di più questa metodologia integrata, seguendo anche i principi dei processi ISOadeguandosi ai regolamenti a carattere internazionale e nazionale (ISO CEN SN)*. Questo indica una chiara tendenza verso l'adozione generalizzata del BIM nel settore delle costruzioni che comporterà una crescente richiesta di competenze in questo ambito.
Formazione continua
Aggregatore Risorse
-
- Modalità blended
- 03 ottobre 2023
- Diurna e serale
- Mendrisio, Campus SUPSI
- 15.0 ECTS
- 160 ore-lezione
-
- Modalità ibrida
- 23 settembre 2024
- Diurna e serale
- Mendrisio, Campus SUPSI
- 15.0 ECTS
- 200 ore-lezione
-
- Modalità ibrida
- 01 ottobre 2024
- Diurna e serale
- Mendrisio, Campus SUPSI
- 15.0 ECTS
- 160 ore-lezione
-
- Modalità ibrida
- 23 settembre 2024
- Diurna e serale
- Mendrisio, Campus SUPSI
- 15.0 ECTS
- 200 ore-lezione
-
Certificazione buildingSMART - Qualifica individuale internazionale buildingSMART sulla conoscenza del BIM
- In presenza
- 03 ottobre 2023
- Diurna
- Da definire
- 2.0 ECTS
- 20 ore-lezione
-
- Modalità da definire
- 19 ottobre 2023
- Frequenza da definire
- Da definire
- 3.0 ECTS
- 40 ore-lezione
-
SAS BIM Modeller base – Revit Architecture Modellazione architettonica nel “Building Information Modelling”
- In presenza
- 19 ottobre 2023
- Diurna
- Da definire
- 3.0 ECTS
- 40 ore-lezione
-
SAS BIM Modeller base – Allplan Strutture, modellazione strutturale nel “Building Information Modelling”
- Modalità da definire
- 19 ottobre 2023
- Frequenza da definire
- Da definire
- 3.0 ECTS
- 40 ore-lezione
-
- Modalità blended
- 18 ottobre 2023
- Diurna e serale
- Da definire
- 3.0 ECTS
- 40 ore-lezione