LL.M in International Tax Law
I "must have" del fiscalista: tutti gli strumenti per approcciare un nuovo scenario globale - Blog Formazione continua
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La fiscalità internazionale non è per amanti del già visto. Cambia, scivola, si complica. Entra nei trattati, esce dalle convenzioni, si fa digitale, diventa geopolitica. E chi ci lavora deve starci dietro, o meglio: davanti. Il nuovo LL.M. in International Tax Law della SUPSI nasce dentro questa complessità. Parla a chi ha già le basi e vuole dotarsi di strumenti per ragionare meglio, affrontare scenari nuovi, negoziare, leggere oltre la norma. Avvocati, fiscalisti, economisti: non basta sapere, serve saper fare. E scegliere quando tagliare, quando limare, quando aprire la lama giusta.
Sì ma cosa c'entra un coltellino svizzero con il fisco?
Per scoprirlo dovete leggere l’intervista seguente.
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Francesca Amaddeo
Docente-ricercatrice, Centro competenze tributarie e giuridiche, responsabile
LL.M. in International Tax Law
LL.M. in International Tax Law
D: Com’è cambiato il mondo della fiscalità internazionale negli ultimi tempi? Quali competenze non possono mancare a un professionista?
Prevedere scenari futuri è diventata una skill obbligatoria o è ancora più importante imparare a orientarsi in un contesto eterogeneo e poco lineare?
R: Il fascino della fiscalità internazionale è insito nella sua stessa natura. Approcciarla è una sfida: richiede un aggiornamento continuo, ha un suo proprio schema di ragionamento.
Tendenzialmente, quando si pensa alla fiscalità ci si riferisce alle norme interne, proprie di un Paese: le imposte, del resto, rappresentano da sempre uno degli elementi fondanti di uno Stato, tanto che si parla di sovranità fiscale. Tuttavia, sempre più ed in maniera esponenziale negli ultimi anni, ogni singolo Paese, ivi compresa la Svizzera, si trova a confrontarsi con una realtà globale, dove anche l’ambito fiscale richiede conoscenza reciproca e armonizzazione.
Le sfide poste da circostanze transnazionali (cross-border) sono, ormai, all’ordine del giorno e chiunque operi (o desideri operare) nell’ambito della fiscalità deve necessariamente confrontarsi con norme e regolamentazioni provenienti sia da altri Paesi sia da organismi internazionali, come possono essere l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), le Nazioni Unite, l’Unione Europea.
Si tratta, tuttavia, di sfide difficilmente prevedibili, data la natura mutevole dello scenario internazionale sicché l’atout necessario per affrontarle con successo è acquisire la corretta modalità di ragionamento, da applicare alle casistiche sempre nuove che si pongono ai fiscalisti.
D: A chi è destinato LL.M in International Tax Law
R: L’LL.M. in International Tax Law offerto dal Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI è destinato sia a chi operi già nell’ambito fiscale e voglia acquisire un’ulteriore formazione specialistica nell’ambito della fiscalità, specie internazionale sia a chiunque sia interessato ad approcciare la materia con uno spirito innovativo ed intraprendente. I requisiti di ammissione prevedono il possesso di un titolo di Master in diritto o economia (o ambiti pertinenti e titoli equivalenti), un titolo di Bachelor nei medesimi ambiti, ma con una comprovata esperienza nel settore, oltre ad una buona conoscenza dell’inglese. È, poi, in ogni caso prevista la possibilità di ammissione su dossier.
D: Consiglieresti a un nuovo professionista di entrare nel mondo della fiscalità? Perché?
R: Come non potrei? Sono evidentemente di parte, la risposta è sì. La fiscalità è un mondo a sé, non sempre facile da approcciare, tendenzialmente associata alla noia o ad un’inutile complessità, ma che può riservare, in realtà, scoperte e sfide appassionanti.
Ciò premesso e oltre alla mia personale propensione per la materia, la fiscalità costituisce un settore attivo, con un rilievo sempre maggiore, che i contribuenti, siano essi intesi come persone fisiche, sia come le società e altre persone giuridiche, devono tenere in debita considerazione. Spesso le imposte ed i relativi corollari impattano, in modo significativo, sul comportamento dei contribuenti e sulle loro scelte, anche in termini di mobilità, residenza, geolocalizzazione, investimenti, sostenibilità, rischi. Di qui la necessità di avere professionisti, specializzati nel settore, che li assistano in maniera puntuale e adeguata, offrendo consulenze e soluzioni.
Prevedere scenari futuri è diventata una skill obbligatoria o è ancora più importante imparare a orientarsi in un contesto eterogeneo e poco lineare?
R: Il fascino della fiscalità internazionale è insito nella sua stessa natura. Approcciarla è una sfida: richiede un aggiornamento continuo, ha un suo proprio schema di ragionamento.
Tendenzialmente, quando si pensa alla fiscalità ci si riferisce alle norme interne, proprie di un Paese: le imposte, del resto, rappresentano da sempre uno degli elementi fondanti di uno Stato, tanto che si parla di sovranità fiscale. Tuttavia, sempre più ed in maniera esponenziale negli ultimi anni, ogni singolo Paese, ivi compresa la Svizzera, si trova a confrontarsi con una realtà globale, dove anche l’ambito fiscale richiede conoscenza reciproca e armonizzazione.
Le sfide poste da circostanze transnazionali (cross-border) sono, ormai, all’ordine del giorno e chiunque operi (o desideri operare) nell’ambito della fiscalità deve necessariamente confrontarsi con norme e regolamentazioni provenienti sia da altri Paesi sia da organismi internazionali, come possono essere l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), le Nazioni Unite, l’Unione Europea.
Si tratta, tuttavia, di sfide difficilmente prevedibili, data la natura mutevole dello scenario internazionale sicché l’atout necessario per affrontarle con successo è acquisire la corretta modalità di ragionamento, da applicare alle casistiche sempre nuove che si pongono ai fiscalisti.
D: A chi è destinato LL.M in International Tax Law
R: L’LL.M. in International Tax Law offerto dal Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI è destinato sia a chi operi già nell’ambito fiscale e voglia acquisire un’ulteriore formazione specialistica nell’ambito della fiscalità, specie internazionale sia a chiunque sia interessato ad approcciare la materia con uno spirito innovativo ed intraprendente. I requisiti di ammissione prevedono il possesso di un titolo di Master in diritto o economia (o ambiti pertinenti e titoli equivalenti), un titolo di Bachelor nei medesimi ambiti, ma con una comprovata esperienza nel settore, oltre ad una buona conoscenza dell’inglese. È, poi, in ogni caso prevista la possibilità di ammissione su dossier.
D: Consiglieresti a un nuovo professionista di entrare nel mondo della fiscalità? Perché?
R: Come non potrei? Sono evidentemente di parte, la risposta è sì. La fiscalità è un mondo a sé, non sempre facile da approcciare, tendenzialmente associata alla noia o ad un’inutile complessità, ma che può riservare, in realtà, scoperte e sfide appassionanti.
Ciò premesso e oltre alla mia personale propensione per la materia, la fiscalità costituisce un settore attivo, con un rilievo sempre maggiore, che i contribuenti, siano essi intesi come persone fisiche, sia come le società e altre persone giuridiche, devono tenere in debita considerazione. Spesso le imposte ed i relativi corollari impattano, in modo significativo, sul comportamento dei contribuenti e sulle loro scelte, anche in termini di mobilità, residenza, geolocalizzazione, investimenti, sostenibilità, rischi. Di qui la necessità di avere professionisti, specializzati nel settore, che li assistano in maniera puntuale e adeguata, offrendo consulenze e soluzioni.
È il confronto con colleghi ed altri esperti che offre spesso una soluzione, aprendo mente e, di conseguenza, la strada a “visioni” alternative.
Francesca Amaddeo
Scopri di piùD: Il corso prevede anche una cd. mock-negotiation. Di cosa si tratta?
R: È principalmente un’attività extra-curriculare di natura simulativa, diffusa in ambito giuridico. Ha lo scopo di replicare situazioni di vita reale, specifiche nell’attività professionale di un esperto di fiscalità internazionale. Nella nostra idea, oggetto della simulazione sarà la stipula di un accordo bilaterale, una convenzione contro le doppie imposizioni, per rispondere ad esigenze di politica fiscale sui temi più recenti. Ha come obiettivi formativi la comprensione delle diverse normative, lo sviluppo di strategie negoziali, il confronto con lo schema di risoluzione delle controversie, la gestione delle relazioni intergovernative e, soprattutto, la preparazione ad affrontare situazioni reali.
D: Nella descrizione del corso leggiamo che promette un approccio pratico e operativo. Traduciamo: cosa succede davvero in aula? Simulazioni, casi reali, confronti diretti?
R: L’LL.M. nasce dall’idea di offrire una formazione specialistica, sì, analizzando gli aspetti teorici, ma con una prospettiva estremamente pratica. Si tratta, nel concreto, di contestualizzare il tutto attraverso casi di studio e confronti diretti con il corpo docente, costituito da accademici, ma al contempo da professionisti molto attivi e addentro nel settore. Inoltre, come detto, l’LL.M. propone anche una mock-negotiation, sfidando i partecipanti non solo ad applicare le nozioni teoriche apprese, ma a cimentarsi con successo in una situazione ispirata alla realtà, a trovare soluzioni appropriate e strategiche.
D: Nel programma si parla anche di fiscalità nell’economia digitale. Ma come si insegna un diritto che cambia mentre lo si spiega?
R: È proprio questo il bello! Come dicevo, la fiscalità internazionale cambia ed evolve sempre, nuove sfide, nuove frontiere. L’economia digitale ne è un esempio emblematico. Ci si trova davanti ad un mondo che cambia, mentre le regole arrancano nel seguirne l’evoluzione, ma le persone hanno bisogno di risposte e soluzioni. Il costante aggiornamento, la curiosità e la passione sono gli elementi chiave che consentono di tenere il passo con la fiscalità internazionale. Ed è proprio questo lo spirito che anima l’LL.M. ed i suoi docenti.
D: Che ruolo gioca il network nel successo del LL.M?
R: Il network è fondamentale, come ormai quasi in ogni ambito, anche nell’LL.M. La motivazione è presto detta: la fiscalità internazionale richiede l’affrontare tematiche molto diverse tra loro, adottando prospettive altrettanto distinte. È il confronto con colleghi ed altri esperti che offre spesso una soluzione, aprendo mente e, di conseguenza, la strada a “visioni” alternative. Sia il team di docenti sia il gruppo di partecipanti all’LL.M. è di respiro internazionale: l’auspicio è, quindi, che si possa instaurare una rete solida e destinata a durare, costituita da persone provenienti da diverse parti del mondo, ma unita dall’aver affrontato insieme questo percorso che è il nostro LL.M.
D: Qual è l’ambizione a cinque anni per questo LL.M.?
R: Inizialmente, quando dovevo presentare l’LL.M., nella sua forma embrionale, utilizzavo una lampadina che, progressivamente, si accendeva, tassello per tassello: un’idea che pian piano prendeva forma. Ora, la lampadina è stata sostituita da quella che è la rappresentazione del mio coltellino svizzero. Quello che desidero diventi è un tool, atto a fornire ai partecipanti tutti gli strumenti di cui avranno bisogno per affrontare la fiscalità internazionale. Si tratta di una prima edizione, quindi, sicuramente vi sono molti aspetti che possono essere perfezionati e migliorati. Il sogno da realizzare per questo LL.M. da qui a cinque anni è aver creato qualcosa che sia più di un percorso formativo, ma di aver contribuito, almeno in parte, a formare i prossimi protagonisti della fiscalità internazionale.
D: Che ruolo ha – o avrà – l’intelligenza artificiale nella fiscalità internazionale? E come la affrontate nel LLM?
R: L’intelligenza artificiale rappresenta sicuramente una nuova frontiera in diversi ambiti. Nel momento in cui l’ausilio dell’AI diviene economicamente rilevante, contribuisce cioè, direttamente o indirettamente, a generare reddito o ricchezza, ecco che si pone il problema di come, eventualmente, approcciarla da un punto di vista fiscale. Vi sono dibattiti in merito alla possibilità o meno di imporre i sistemi di intelligenza artificiale, ivi compresi i robot, ed eventualmente come poterlo fare. Ad oggi, non si è ancora raggiunta una risposta univoca, alcuni Paesi pionieri hanno introdotto specifiche misure, ma è ancora tutto da vedere. Nell’ambito dell’LL.M., un modulo è dedicato espressamente alle sfide future nell’ambito della fiscalità internazionale: la discussione in merito all’AI non può assolutamente mancare!
R: È principalmente un’attività extra-curriculare di natura simulativa, diffusa in ambito giuridico. Ha lo scopo di replicare situazioni di vita reale, specifiche nell’attività professionale di un esperto di fiscalità internazionale. Nella nostra idea, oggetto della simulazione sarà la stipula di un accordo bilaterale, una convenzione contro le doppie imposizioni, per rispondere ad esigenze di politica fiscale sui temi più recenti. Ha come obiettivi formativi la comprensione delle diverse normative, lo sviluppo di strategie negoziali, il confronto con lo schema di risoluzione delle controversie, la gestione delle relazioni intergovernative e, soprattutto, la preparazione ad affrontare situazioni reali.
D: Nella descrizione del corso leggiamo che promette un approccio pratico e operativo. Traduciamo: cosa succede davvero in aula? Simulazioni, casi reali, confronti diretti?
R: L’LL.M. nasce dall’idea di offrire una formazione specialistica, sì, analizzando gli aspetti teorici, ma con una prospettiva estremamente pratica. Si tratta, nel concreto, di contestualizzare il tutto attraverso casi di studio e confronti diretti con il corpo docente, costituito da accademici, ma al contempo da professionisti molto attivi e addentro nel settore. Inoltre, come detto, l’LL.M. propone anche una mock-negotiation, sfidando i partecipanti non solo ad applicare le nozioni teoriche apprese, ma a cimentarsi con successo in una situazione ispirata alla realtà, a trovare soluzioni appropriate e strategiche.
D: Nel programma si parla anche di fiscalità nell’economia digitale. Ma come si insegna un diritto che cambia mentre lo si spiega?
R: È proprio questo il bello! Come dicevo, la fiscalità internazionale cambia ed evolve sempre, nuove sfide, nuove frontiere. L’economia digitale ne è un esempio emblematico. Ci si trova davanti ad un mondo che cambia, mentre le regole arrancano nel seguirne l’evoluzione, ma le persone hanno bisogno di risposte e soluzioni. Il costante aggiornamento, la curiosità e la passione sono gli elementi chiave che consentono di tenere il passo con la fiscalità internazionale. Ed è proprio questo lo spirito che anima l’LL.M. ed i suoi docenti.
D: Che ruolo gioca il network nel successo del LL.M?
R: Il network è fondamentale, come ormai quasi in ogni ambito, anche nell’LL.M. La motivazione è presto detta: la fiscalità internazionale richiede l’affrontare tematiche molto diverse tra loro, adottando prospettive altrettanto distinte. È il confronto con colleghi ed altri esperti che offre spesso una soluzione, aprendo mente e, di conseguenza, la strada a “visioni” alternative. Sia il team di docenti sia il gruppo di partecipanti all’LL.M. è di respiro internazionale: l’auspicio è, quindi, che si possa instaurare una rete solida e destinata a durare, costituita da persone provenienti da diverse parti del mondo, ma unita dall’aver affrontato insieme questo percorso che è il nostro LL.M.
D: Qual è l’ambizione a cinque anni per questo LL.M.?
R: Inizialmente, quando dovevo presentare l’LL.M., nella sua forma embrionale, utilizzavo una lampadina che, progressivamente, si accendeva, tassello per tassello: un’idea che pian piano prendeva forma. Ora, la lampadina è stata sostituita da quella che è la rappresentazione del mio coltellino svizzero. Quello che desidero diventi è un tool, atto a fornire ai partecipanti tutti gli strumenti di cui avranno bisogno per affrontare la fiscalità internazionale. Si tratta di una prima edizione, quindi, sicuramente vi sono molti aspetti che possono essere perfezionati e migliorati. Il sogno da realizzare per questo LL.M. da qui a cinque anni è aver creato qualcosa che sia più di un percorso formativo, ma di aver contribuito, almeno in parte, a formare i prossimi protagonisti della fiscalità internazionale.
D: Che ruolo ha – o avrà – l’intelligenza artificiale nella fiscalità internazionale? E come la affrontate nel LLM?
R: L’intelligenza artificiale rappresenta sicuramente una nuova frontiera in diversi ambiti. Nel momento in cui l’ausilio dell’AI diviene economicamente rilevante, contribuisce cioè, direttamente o indirettamente, a generare reddito o ricchezza, ecco che si pone il problema di come, eventualmente, approcciarla da un punto di vista fiscale. Vi sono dibattiti in merito alla possibilità o meno di imporre i sistemi di intelligenza artificiale, ivi compresi i robot, ed eventualmente come poterlo fare. Ad oggi, non si è ancora raggiunta una risposta univoca, alcuni Paesi pionieri hanno introdotto specifiche misure, ma è ancora tutto da vedere. Nell’ambito dell’LL.M., un modulo è dedicato espressamente alle sfide future nell’ambito della fiscalità internazionale: la discussione in merito all’AI non può assolutamente mancare!
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- Modalità ibrida
- 03 settembre 2026
- Diurna e serale
- Manno, stabile Suglio
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